Archivio News
Dal 1 marzo 2015 al 31 marzo 2015

Riunione COTER a Bruxelles, individuati i temi prioritari
03-03-2015


 

Bruxelles, 2 marzo 2015 - Il Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo ha presieduto oggi a Bruxelles per la prima volta la Commissione Politica di Coesione territoriale e Bilancio dell'Unione Europea (COTER), l'organismo del Comitato delle Regioni che raggruppa alcune importanti competenze quali fondi strutturali europei, assetto territoriale, edilizia e trasporti, macroregioni, bilancio UE e finanze locali e regionali.

 

“I territori e gli Enti Locali - ha detto Cattaneo nel corso della discussione sui pareri relativi al Piano di investimenti e al Fondo europeo per gli investimenti strategici- devono essere i veri protagonisti delle politiche di investimento in atto a livello comunitario, non solo quindi i terminali di un processo accentratore che i nostri cittadini, la società e gli enti locali e regionali sentono lontano e imposto.  Il vero rischio è di continuare a subire un'impostazione totalmente finanziaria delle politiche europee: tutto è basato sui problemi economici e finanziari, sulla verifica di capacità di spendere i finanziamenti, manca invece e  totalmente una concreta verifica sull’efficacia dei risultati che vanno ad impattare le varie realtà territoriali”.

 

In particolare la riunione di oggi, oltre a ad approvare il Piano di lavoro Coter 2015, ha permesso di affrontare alcuni dossier chiave che rivestono grande interesse per gli enti locali e regionali e che hanno su di essi un impatto diretto. Sul tema  specifico del Piano investimenti Juncker, il Presidente Cattaneo ha ricordato la risoluzione del Comitato delle Regioni del dicembre 2014 nella quale l'allora Presidente Lebrun ribadiva che la selezione e il finanziamento dei progetti sostenuti dal nuovo fondo devono essere strettamente coordinati con i piani di investimento dei fondi strutturali: “Il nuovo pacchetto d’investimenti -ha detto Cattaneo- deve essere in linea con le priorità fissate dai nuovi programmi operativi e dalle nuove strategie di specializzazione intelligente, volte a rimettere le regioni dell’UE sulla strada della crescita”.


Cattaneo è stato nominato Presidente del COTER nella riunione di insediamento del Comitato delle Regioni e ricoprirà la carica per il quinquennio 2015-2020. Al centro dei lavori di queste due giornate anche il programma di lavoro con le priorità dei Gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT), lo strumento individuato per finanziare la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale.

Continua >

Cattaneo docente all'ONU per il "Change the World Model United Nations"
23-03-2015

Signore e Signori,

 

permettetemi innanzitutto di cominciare salutando con affetto caloroso voi, ragazzi! Siete voi i veri protagonisti di questa giornata. Una giornata che emoziona, riempie di entusiasmo, ma carica tutti noi di una grande responsabilità per essere degni di questo luogo e del suo fortissimo valore simbolico.

 

Ringrazio per questa opportunità lAssociazione Diplomatici, con il suo Presidente e fondatore Claudio Corbino e tutta la struttura che ha lavorato a questo importante e significativo momento. Voglio salutare e ringraziare i rappresentanti delle Nazioni Unite, lambasciatore Cardi e tutti gli ospiti e relatori presenti.

 

In questa Sala dellAssemblea Generale delle Nazioni Unite si respira la storia. Ma essere degni della storia comporta sempre una grande responsabilità. Non c’è privilegio, come non c’è potere, senza responsabilità!

 

Questo luogo non è solo una sede fisica: qui c'è la risposta che vincitori e vinti diedero allo smisurato dolore e al fiume di sangue versato nellultimo conflitto mondiale. Esso nasce da una idea in fondo semplice, ma che è insieme la più grande aspirazione dellumanità: che possa essere possibile una pace permanente!

Pensatori del calibro di Kant e Habermas hanno emancipato lidea di una pace permanente dal semplice auspicio morale e dallo sterile utopismo, al rango di una possibilità costruita sulle regole del diritto internazionale e preservata dalle istituzioni.

 

Tante donne e uomini ragionevoli e di buona volontà, di ogni razza, nazione, lingua e religione hanno lavorato per rendere possibile questa aspirazione, ma dobbiamo riconoscere che non ci siamo ancora riusciti.

 

Gli eventi ci dicono che nel solo 2013, lHeidelberg Institute for International Conflict Research ha calcolato come nel mondo fossero in corso ben 414 conflitti, 45 dei quali giudicati “molto violenti” e 20 classificati come vere e proprie“guerre”.

 

Lo sappiamo bene: esistono ancora visioni del mondo per le quali la spada, cioè l'eccesso della forza dispotica, la violenza cieca è ritenuta l'unico strumentoo comunque il più idoneo per dirimere le controversie e regolare le relazioni fra i popoli, le culture, le religioni. Visioni per le quali gli altri, i diversi sono nemici da abbattere per il fatto stesso che esistono.

 

Eppure gli uomini da tempo hanno imparato che la forza della parola può essere ben più capace di risolvere le controversie della forza della spada; che la parola può essere il primo strumento per perseguire il bene comune.

 

Proprio da questa visione sono nati i Parlamenti e la fiducia nella forza del diritto e della legge. Io ne presiedo uno piccolo, il Consiglio Regionale della Lombardia. Qui siamo nell'Aula di quello che in un certo senso è il Parlamento del Mondo. Ma il valore di ogni parlamento è analogo come uguale è l'idea ispiratrice: la parola è più forte della spada!

 

Non dobbiamo temere la forza, non dobbiamo confondere forza e violenza. La forza è la migliore delle cose, è il valore dell'essere. Forza in latino si dicevis, virtù! Dalla debolezza, dalla inerzia, dalla inazione non ci si può aspettare nulla di buono. La spada, la violenza è invece abuso della forza. L'unica forza che può opporsi alla violenza è la forza della giustizia, basata sul valore della legge, sul rispetto della dignità insopprimibile della persona, sul valore dello parola e dello spirito.

 

Persino un grande uomo di spada, Napoleone Bonaparte, diceva che “Nel mondo ci sono soltanto due forze, la spada e lo spirito. Alla lunga, la spada viene sempre vinta dallo spirito.”

 

A volte di fronte alla cruda realtà dei bambini soldato, alla tragedia del terrorismo, degli ostaggi sgozzati, delle sofferenze inumane di interi popoli tutto questo sembra un sogno. Fate vostre le parole di Nelson Mandela, secondo cui “la pace non è un sogno: può diventare realtà, ma per custodirla bisogna esser capaci di sognare”.

 

Sognate, desiderate nel vostro cuore, costruite con le vostre mani e le vostre menti un mondo capace di vivere in pace! Non si può costruire infatti ciò che prima non si sogna e poi non si desidera con tutto sé stessi. La forza della giustizia per il mondo abbia sede innanzitutto nei vostri cuori e cresca nel vostro spirito.

 

Sognate per cooperare alla costruzione di unetica e di un diritto allaltezza delle sfide di un secolo che si è aperto nel segno della globalizzazione e della complessità. La globalizzazione impone la necessità di una sintesi nuova tra locale e globale, tra le specificità dei territori, le diversità delle culture e l'universalità dei diritti. La complessità è generata innanzitutto dalla imponente potenza della tecno-scienza, dell'informazione globale, delle biotecnologie con la loro pretesa di ridefinire i contorni della potenza creatrice dell'uomo fino addirittura a ricreare la vita, non più dono, ma prodotto. Una complessità e un potere finora sconosciuti all'umanità, che dovremo saper governare e insieme pongono nuovi interrogativi morali e ci costringono a ripensare alle sfide più radicali: che cosa è l'uomo è qual è il suo compito nell'universo? Ci sono limiti alle potenzialità del nostro agire e quali sono? Stiamo correndo il rischio di mettere in discussione il futuro stesso dell'umanità?

 

Comprendete qual è la portata delle sfide che dovrete affrontare voi che sarete la classe dirigente del futuro? Sarete chiamati ad attraversare e vivere in un tempo interessante, che dal punto di vista della storia quasi mai significa un tempo facile. Ma proprio la complessità di questo secolo ci riporta alla radicalità delle questioni centrali della vita dell'uomo: alla necessità di distinguere cosa è bene e cosa è male, al problema morale (fare bene le cose giuste) e a quello del significato del nostro agire e del nostro esistere.

 

Non basteranno alle sfide del presente e del futuro uomini e donne competenti, di indiscutibile professionalità, tecnici di livello assoluto, esperti capaci di conoscere tutto di un particolare se non saranno insieme integralmente persone! Persone capaci di commuoversi di fronte allo stupore di una vita che nasce, di dare tempo a un anziano che resta solo, di chinarsi su un uomo che soffre anche se è sconosciuto o straniero, di sostenere un sacrificio senza tornaconto ma per pura gratuità. Serviranno persone che non sfuggono di fronte agli interrogativi del nostro tempo, ma sanno starvi di fronte con tutta la statura della loro umanità.

 

Vivete all'altezza della vostra umanità! Non dimenticate mai che noi uomini  siamo differenti da tutto il resto del creato perché ci poniamo la domanda sul significato di tutto ciò che facciamo è di ciò che siamo. Non vi basti mai sapere esclusivamente come si fa (know how), domandatevi sempre perché si fa, domandatevi il senso, ossia la direzione e il significato di quello che fate!

 

Non siate sfiduciati. Non perdete mai la speranza. Considerate che allinizio le idee migliori sono spesso apparse irrealistiche e devianti, hanno suscitato contrasti e opposizioni. Ma le buone idee, i giusti ideali piano piano si fanno largo nel cuore di un grande numero di persone e allora divengono forza della società e motore del cambiamento.

 

Non fatevi sopraffare dalla fatica e dalla paura ma continuate a lottare perché è sempre possibile costruire il bene. C'è un mondo là fuori che aspetta una nuova classe dirigente all'altezza delle sfide di questo secolo, pronta e capace di dare contenuto nuovo al bene comune.

 

Sarete all'altezza di questa sfida?

 

Lo sarete se avrete la forza di credere nelle vostre idee, lottando contro ogni avversità per i vostri ideali, ma anche l'umiltà di sottoporli al vaglio della realtà. Amate la realtà per quello che è, più della vostra idea di come vorreste che fosse.

 

Un grande costruttore di pace, il Mahatma Gandhi diceva: "Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci". Quando vi sentite ignorati o derisi sappiate che probabilmente siete sulla strada giusta e che la differenza la farà la forza delle vostre convinzioni.

 

Declinate il vostro impegno alla comprensione delle persone che non conoscete: il vostro vicino di banco, come quello sconosciuto laggiù in fondo, perché la comprensione è una delle primarie facce del poliedro della libertà. Una parola che nella mia lingua, litaliano, deriva dal latino com-prendere, che significa prendere insieme. C'è qualcosa che dobbiamo caricarci sulle spalle insieme. Comprendere si pone dunque come ponte tra noi e gli altri, tra io e te, e comporta inevitabilmente lo specchiarsi nel volto dellaltro e il reciproco riconoscimento come persone. Comprendere presuppone l'esistenza di un significato comune, di una verità da cercare insieme, che nessuno possiede a priori, ma da cui tutti possiamo essere posseduti. E un lavoro a volte difficile, faticoso, ma necessario, perché nella relazione costruiamo noi stessi e le diverse forme delle società.

 

Tomas Hobbes si sbagliava di grosso: non è vero che "homo homini lupus"! Come ci hanno insegnato prima di lui Aristotele e San Tommaso gli uomini amano naturalmente le relazioni fra di loro perché nella relazione con l'altro si scoprono più uomini e conoscono più se stessi e la realtà.

 

“La parola appartiene per metà a chi parla e per metà a chi ascolta”, lo scrisse Michel de Montaigne, uomo di pensiero e dazione del XVII secolo. Con lesperienza che farete qui raccogliete il testimone di quel valore educativo e politico che si definisce concretamente nella capacità della persuasione razionale dellaltro attraverso la comparazione delle idee, e, soprattutto, l'esclusione delluso della violenza per “avere ragione”.

 

Su questo modus operandi fa perno la democrazia, regime che vive di rappresentanza,  di controllo del potere dal basso, di rispetto della legge, di fiducia nei cittadini, liberi di organizzarsi fuori dello stato, e la cui azione è il vero lievito della crescita civile, economica e sociale di un paese, secondo il principio di sussidiarietà.

 

Papa Francesco che lo scorso 7 Febbraio, nel suo messaggio per  liniziativa “Expo delle idee” ha affermato:  "Da dove dunque deve partire una sana politica economica? Su cosa si impegna un politico autentico? Quali i pilastri di chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica? La risposta è precisa: la dignità della persona umana e il bene comune".

 

Valorizzare ciò che esiste per la autonoma capacità di organizzarsi della persona e della società, far crescere dal basso ciò che esiste per la sconfinata creatività sociale è il compito delle Istituzioni e della politica. Le Istituzioni non sono mai “di qualcuno”, sono di tutti. Chi ha il compito di rappresentarle, chi viene chiamato dai cittadini a dare carne alle Istituzioni deve sentire vibrare nel proprio cuore e nella propria mente per il tempo che gli è concesso dal mandato il valore e il peso di questa responsabilità che non ha eguali al servizio del bene comune. In un momento storico come questo mi preme riaffermare quanto la buona Politica e il lavoro nelle Istituzioni rimanga un baluardo della libertà del popolo e uno strumento per costruire una società più giusta.

 

Siate coraggiosi e non abbiate timore di farvi interrogare nei progetti politici ed economici da un significato più ampio della vita perché questo vi aiuta a "servire veramente il bene comune" e vi darà forza nel "moltiplicare e rendere più accessibili per tutti i beni di questo mondo".

 

Ogni uomo infatti, da qualunque luogo o cultura provenga, muove i suoi passi nel mondo a partire dal proprio desiderio: il desiderio di soddisfare i suoi bisogni, quelli della sua famiglia, della sua comunità. Il desiderio di trovare il cibo o il vestito, un lavoro dignitoso o un ambiente salubre, ma anche di costruire un mondo più giusto, una convivenza più equa, relazioni pacifiche e fruttuose con gli altri, si tratti del vicino di casa o del popolo più distante. Questo desiderio, che in ultima istanza è il desiderio di felicità e di un significato esauriente per la vita, ci accomuna tutti e sta all'origine del movimento di tutti gli uomini e di tutti i popoli. Interrogarsi su questo significa porre i problemi della convivenza civile nel modo più corretto, partendo dal quale è realmente possibile l'incontro fra diversi, senza rinunciare alla propria identità.

 

Gli argomenti di cui discuterete, in coerenza ideale con il tema dellimminente EXPO 2015 "feeding the Planet, energy for life" - che si terra a Milano, la città dove lavoro, da maggio a ottobre - sono di primario interesse. Lambizione di EXPO è far riflettere il mondo sullimportanza delle sfide cruciali legate alla questione planetaria dellalimentazione e dell'energia: costruire un futuro in cui tutte le donne e gli uomini possano trovare condizioni di vita dignitose, senza pregiudicare lequilibrio ambientale del pianeta.

 

Su tali argomenti in questi giorni, armati degli strumenti della democrazia, vi metterete alla prova per prendere decisioni, per assumere posizioni che vadano nel senso del bene comune, facendo i conti con i limiti che ogni scelta comporta e con le legittime opinioni altrui. Lesercizio di questi giorni,  vi aiuterà a capire meglio il legame tra responsabilità e libertà. Un binomio che nel lavoro di tutti i giorni guida l'attivitàdi chi opera nelle Istituzioni: il tentativo continuo, ostinato, quasi sempre ingrato, di trovare un punto di incontro, di mediazione, possibilmente con il consenso da parte di tutti. La forma più alta di politica che io conosca è esattamente questa: il compromesso sul possibile.

 

Anche nella vita che avete davanti non sentitevi mai lontani dalle responsabilità che comporta lesercizio della libertà; siate consapevoli delle prerogative della libertà: dipenderà da voi coglierne le potenzialitàpositive, assumendovi il rischio di creare, di donare al mondo qualche frutto della vostra intelligenza e passione.

 

Il mio augurio è che possiate essere “generativi”, mettete in campo la vostra libertà e investitela per una priorità, un valore, che sia una professione, una famiglia, unopera, unattività economica, una istituzione. Abituatevi a coltivare la pazienza, perché generare è un processo che ha bisogno di tempo.

 

Concludo con le parole del grande giornalista e scrittore polacco, Ryszard Kapuscinski: “Comunque sia, il mondo in cui stiamo entrando è il Pianeta della Grande Occasione. Unoccasione non incondizionata, ma alla portata solo di coloro che prendono il proprio compito sul serio, dimostrando automaticamente di prendere sul serio se stessi”.

 

È l'augurio che vi lascio. Grazie per lattenzione.

Continua >

Bandiera Lombardia "D'accordo con Maroni. Non vedo necessità di cambiare rosa camuna"
23-03-2015
Milano 17 marzo - "Sono d'accordo con Maroni che afferma di voler mantenere la rosa camuna come simbolo della Lombardia" lo afferma il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, commentando le dichiarazioni del Governatore Maroni.  Continua >

Forum Assemblee Legislative incontra vertici del Parlamento di New York
23-03-2015

New York, 20 marzo 2015 - Missione istituzionale a New York per il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, che nella sede dell'ONU si rivolgerà ad oltre mille ragazzi provenienti da cinque continenti nell'ambito dell'evento organizzato da "Change the World Model United Nations", il laboratorio formativo per studenti che si confrontano sui principali temi dell'agenda politica internazionale e promosso dall'Associazione Diplomatici. 

Continua >

Archivio News marzo 2017
Archivio News marzo 2016
Archivio News novembre 2015
Archivio News giugno 2015
Archivio News marzo 2015
Archivio News febbraio 2015
Archivio News gennaio 2015
Archivio News dicembre 2014
Archivio News novembre 2014
Archivio News ottobre 2014
Archivio News settembre 2014
Archivio News luglio 2014
Archivio News giugno 2014
Archivio News aprile 2014
Archivio News marzo 2014
Archivio News febbraio 2014
Archivio News gennaio 2014
Archivio News dicembre 2013
Archivio News novembre 2013
Archivio News ottobre 2013
Archivio News settembre 2013
Archivio News agosto 2013
Archivio News luglio 2013
Archivio News giugno 2013
Archivio News maggio 2013
Archivio News aprile 2013
Archivio News marzo 2013
Archivio News febbraio 2013
Archivio News gennaio 2013
Archivio News ottobre 2012
Archivio News settembre 2012
Archivio News agosto 2012
Archivio News luglio 2012
Archivio News giugno 2012
Archivio News maggio 2012
Archivio News aprile 2012
Archivio News marzo 2012
Archivio News febbraio 2012
Archivio News gennaio 2012
Archivio News dicembre 2011
Archivio News novembre 2011
Archivio News ottobre 2011
Archivio News settembre 2011
Archivio News agosto 2011
Archivio News luglio 2011
Archivio News giugno 2011
Archivio News maggio 2011
Archivio News aprile 2011
Archivio News marzo 2011
Archivio News febbraio 2011
Archivio News gennaio 2011
Archivio News dicembre 2010
Archivio News novembre 2010
Archivio News ottobre 2010
Archivio News settembre 2010
Archivio News agosto 2010
Archivio News luglio 2010
Archivio News giugno 2010
Archivio News maggio 2010
Archivio News aprile 2010
Archivio News marzo 2010
Archivio News febbraio 2010
Archivio News gennaio 2010
Archivio News dicembre 2009
Archivio News novembre 2009
Archivio News ottobre 2009
Archivio News settembre 2009
Archivio News agosto 2009
Archivio News luglio 2009
Archivio News giugno 2009
Archivio News maggio 2009
Archivio News aprile 2009
Archivio News marzo 2009
Archivio News febbraio 2009
Archivio News gennaio 2009

  • Scrivimi

Credits