Archivio News
Dal 1 novembre 2015 al 30 novembre 2015

Morte Mario Cervi: Cattaneo: “Intellettuale dal pensiero lucido e contenuti saldi”
18-11-2015

Milano, 17 novembre 2015 – “Addolora la scomparsa di Mario Cervi: intellettuale e storico dal pensiero lucido e dai contenuti saldi”. Così il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneoesprime il suo personale cordoglio, assieme a quello dell’intera Assemblea Legislativa Lombarda per la morte di Mario Cervi.

Continua >

Parigi: commemorazione delle vittime in Consiglio regionale martedì 24 novembre
18-11-2015

Milano, 16 novembre 2015 - La Conferenza dei Capigruppo, presieduta dal Presidente Raffaele Cattaneo, ha stabilito questa sera che la prossima seduta dell'Assemblea lombarda del 24 novembre sarà aperta dallacommemorazione delle vittime degli attacchi terroristici di Parigi. La seduta sarà introdotta dai Presidenti Raffaele Cattaneo e Roberto Maroni, e saranno invitati il Console generale di Francia e il Direttore dell'Istituto di Cultura francese a Milano.

Continua >

Attentati a Parigi il commento del Presidente del Consiglio regionale
18-11-2015

Milano, 14 novembre 2015 - "Dolore e sgomento per i terribili fatti avvenuti a Parigi: a nome del Consiglio regionale della Lombardia esprimo il cordoglio e la vicinanza fraterna all'intera comunità francese per le vittime e i feriti di un attacco feroce e barbaro". E’ il commento del Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, sui fatti avvenuti a Parigi. Il Presidente, che ha scritto questa mattina un messaggio a Olivier Brochet, Console francese a Milano e all'Ambasciatore, ha fatto calare a mezz'asta le bandiere del Pirellone, sede del Parlamento lombardo, e ha fatto esporre una bandiera francese fuori dal Palazzo come segno di vicinanza alla comunità francese.

Continua >

Cooperazione transfrontaliera, Cattaneo: "Superare logica delle frontiere attraverso politiche d'integrazione"
18-11-2015

Bruxelles, 13 novembre 2015 "L'Europa si costruisce innanzitutto attorno ai suoi confini: abbattere le frontiere e sviluppare la collaborazione attraverso di esse, superando le barriere linguistiche, amministrative e culturali tra i Paesi e tra le persone, è, oltre ad una naturale aspirazione umana, la più efficace politica di integrazione e di cooperazione: una delle vie più concrete per realizzare una vera Europa che non sia solo la somma di Stati nazionali". Così è intervenuto il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, partecipando oggi a Bruxelles al Convegno organizzato presso la sede del Comitato delle Regioni sul 'Futuro della cooperazione transfrontaliera in Europa'.

Continua >

Eusalp: "Dai progetti di carta alla realizzazione nei fatti"
18-11-2015

Bruxelles, 12 novembre 2015 - "È giunto il momento di passare dai progetti di carta alla realizzazione nei fatti di una strategia di sviluppo innovativa, in grado di conciliare la promozione della crescita e dell'occupazione con la tutela delle risorse naturali e culturali". E’ il commento del Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, che questa mattina ha partecipato a Bruxelles al Workshop'Macroregione alpina: opportunità di sviluppo per il sistema Italia', promosso da Regione e Confindustria Lombardia. 


Continua >

Dal 19 al 22 novembre la quarta edizione di Glocalnews Festival del giornalismo digitale, locale e globale
18-11-2015

Milano, 10 novembre 2015 - Quattro giorni di incontri, workshop, eventi. Uno sguardo sul giornalismo di oggi e di domani, con speaker, giornalisti, imprenditori, esperti da ogni parte d'Italia e d'Europa. Un ricchissimo programma che prevede, tra le iniziative formative, BlogLab, il laboratorio di giornalismo digitale dedicato a studenti di scuola media superiore e universitari, progetto promosso dal Consiglio regionale della Lombardia.

La quarta edizione di Glocalnews, il Festival del giornalismo digitale locale  organizzato da Varesenews che si apre giovedì 19 novembre a Varese e si concluderà domenica, è stato presentato oggi a Palazzo Pirelli nel panoramico Belvedere Jannacci, al 31° piano. Presenti il Presidente del Consiglio Regionale Raffaele Cattaneo, i Vicepresidenti Fabrizio Cecchetti e Sara Valmaggi, il Consigliere Segretario Daniela Maroni e i consiglieri Carolina Toia, Luca Marsico e Fabio Pizzul e il Presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia Gabriele Dossena.

 

Abbiamo voluto essere presenti a Glocalnews con un progetto speciale dedicato ai giovani -ha detto il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneoperché il loro interesse sul tema della comunicazione digitale è in crescitaLa nostra istituzione deve essere in prima linea nel diffondere e divulgare strumenti che consentano una maggiore partecipazione e coinvolgimento dei cittadini. La comunicazione digitale è un’opportunità importante che le istituzioni devono saper cogliere. Anche il Consiglio regionale –ha concluso Cattaneo– da tempo sta seguendo questa strada: più comunicazione digitale per una comunicazione pubblica che abbia un’attenzione particolare ai contenuti e sia maggiormente coinvolgente”.

 

Punto fermo del Festival, il momento dedicato ai più giovani -  BlogLab - il laboratorio di giornalismo digitale e gara a squadre tra blogger, progetto promosso dal Consiglio regionale della Lombardia. Una vera e propria caccia di scoop, che nell’ultima edizione ha visto la partecipazione di 120 ragazzi. La premiazione degli elaborati è in programma per sabato alle ore 18 nella Sala Campiotti della Camera di Commercio di Varese.

Questa edizione è un traguardo importante – dice Marco Giovannelli, il direttore di Varesenews.it, organizzatore del Festival – perché ci permette anche di vedere quali evoluzioni ci sono state dal 2012 a oggi. Glocal conferma la nostra intuizione anche nel nome scelto. È un termine sempre più utilizzato perché coniuga il locale con il globale e sappiamo quanto questo caratterizzi questa fase storica. Inoltre, stiamo allargando gli ambiti territoriali proponendo momenti specializzati su specifiche tematiche. Varese resta centrale per fare il punto sullo stato del giornalismo locale e, al tempo stesso, per vivere un vero momento di formazione”.

Anche per questa edizione, le iniziative saranno aperte a tutti, operatori del settore e non. I workshop riconosciuti dall’Ordine nazionale dei giornalisti offriranno crediti per assolvere all’obbligo formativo previsto dalla normativa. Gli incontri approfondiranno sia contenuti specifici, sia strumenti di utilità e interesse generale: dall’etica all’uso dei social network (Instagram per raccontare e informare dai territori; lo storytelling con Google Advanced Search; smartphone e data visualization per il giornalismo “mobile”, Twitter e sport). Un incontro sarà dedicato alle principali novità e alle tendenze che coinvolgono il mondo dell’informazione e dei giornalismi digitali provenienti dalla Online News Association Conference di Los Angeles, (ONA). Tra le firme del giornalismo presenti a Glocalnews si segnalano Roberto Barnabò (direttori giornali locali L’Espresso), Massimo Russo (vice direttore La Stampa), Dario Di Vico (Corriere della sera), Luca De Biase (Il Sole 24 Ore), Luca SofriGiorgio Gandola (direttore Eco Bergamo), Marco Bardazzi. Presenti anche i Presidenti dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia Gabriele Dossena e della Toscana Carlo Bartoli. Per media e comunicazione saranno presenti Simona Panzeri per Google e Anna Masera (responsabile comunicazione Camera dei deputati). Prevista anche la partecipazione del Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, del sociologo Aldo Bonomi, del Presidente SEA Pietro Modiano e del Segretario della Fondazione Feltrinelli Massimiliano Tarantino.

 

Il Festival inizierà giovedì 19 novembre con un ideale passaggio di testimone con Expo: alla Camera di Commercio di Varese si terrà l’incontro “Da Expo non si torna indietro. Carta di Milano, innovazione e area metropolitana”, cui prenderanno parte, fra gli altri, il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina e il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Prima della giornata di chiusura, venerdì 20 (ore 21) nella Sala Napoleonica di Villa Ponti si svolgerà il concerto di Davide Van De Sfroos “Terra & Acqua”. Domenica 22, sarà interamente dedicata ai temi della enogastronomia, ambiente e territori. Glocalnews sarà ambientato nel centro cittadino varesino tra Camera di Commercio, Teatrino Santuccio, Salone Estense, Ville Ponti e Villa Panza, patrimonio del Fondo.

Nel 2014, Glocalnews ha registrato 8mila presenze ai cinquanta appuntamenti, il liveblog dell'evento è stato seguito da 3.000 utenti unici per 35mila minuti di coinvolgimento; la diretta è stata trasmessa da oltre 80 testate locali e nazionali. 14.000 i tweet generati, 2.400 le foto su Instagram con l'hashtag del festival (quest’anno sarà #glocal15).

Continua >

Commemorazione in Aula delle vittime di Parigi "Uniti contro il terrorismo"
24-11-2015
Ci ritroviamo oggi a commemorare e a piangere nuove vittime del terrorismo per un attentato a Parigi. Lo facciamo a 11 mesi di distanza da una analoga cerimonia di commemorazione che tenemmo in quest'Aula lo scorso 13 gennaio per le vittime parigine dell'assalto a Charlie Hebdo e al supermercato Kosher, che causarono 17 morti. Esattamente 11 mesi dopo quella nostra commemorazione, lo scorso Il 13 Novembre a Parigi una serie di attacchi terroristici, in seguito rivendicati dall’Isis, ha provocato la morte di 130 persone e il ferimento di altre 350, molte in modo grave. 

Nuove vittime di una violenza cieca e insensata, ancora più incomprensibile perchè giustifica i propri orribili massacri con l'uso inaccettabile del nome di Dio e il richiamo improprio alla religione. 

Questi attentati hanno colpito Parigi, la Francia e insieme il cuore dell'Europa. Molte vittime erano giovani europei di quella che è stata in modo evocativo chiamata la "generazione Bataclan".

Voglio ricordare con particolare commozione Valeria Solesin, la ragazza veneta di 28 anni, vittima italiana della furia omicida della quale proprio oggi si stanno celebrando i funerali e voglio inviare ai suoi familiari, alla Città di Venezia, alla Regione Veneto l'abbraccio e la vicinanza commossa del nostro Consiglio Regionale. (Oggi con noi doveva essere presente il Console di Francia Olivier Brochet che si è recato al funerale di Valeria). 

Piangiamo e commemoriamo le vittime di Parigi. Ma Parigi, purtroppo, rappresenta solo l’ultimo atroce esempio di una ondata di violenza e di atti terroristici di matrice islamica, che hanno insanguinato l'Europa e il mondo. Sono tutti atti drammatici di terrorismo che hanno causato vittime innocenti e che vanno tutti condannati con la stessa forza. Vorrei ricordare alcuni dei tragici attentati accaduti nell’ultimo anno.

Ricordiamoci infatti delle 44 vittime dell’attentato a Beirut, Libano del 12 novembre.

Delle 224 vittime tra passeggeri ed equipaggio dell’aereo russo attaccato in Sinai il 31 ottobre.

Delle 20 vittime della recente strage nell’hotel a Bamako, in Mali, venerdì scorso 20 novembre.

E poi l’atroce attacco del 2 aprile 2015 in Kenya, all'Università di Garissa: alla fine si contano 148 morti, quasi tutti (142) studenti. Rivendicato dagli estremisti islamici somali al Shebab, legati ad al Qaida.

In Tunisia sulla spiaggia di Sousse, il 26 giugno 2015, vengono uccisi 38 turisti. L'attentato è rivendicato dall'Isis. E poi l’attacco contro il Museo del Bardo a Tunisi il 18 marzo 2015, costato la vita a 22 persone, quattro delle quali di nazionalità italiana.

A queste dobbiamo aggiungere anche le numerose vittime civili e militari, cristiani, musulmani, di tutte le religioni e confessioni che ogni giorno perdono la vita a causa del terrorismo nelle zone dove in atto c’è una vera e propria guerra civile. Voglio ricordare in particolare la Siria e l’Iraq.

Le vittime di Parigi però in qualche modo ci riguardano più da vicino perché coloro che sono stati colpiti non sono rimaste vittime di quello che fanno, ma semplicemente di quello che sono: europei, occidentali, la gran parte di loro cristiani. Insomma come noi. Al loro posto sappiamo bene che avrebbe potuto esserci stato ciascuno di noi e non avrebbe fatto nessuna differenza.

I terroristi che a Parigi sparavano sulla folla inerme al Bataclan come ai tavolini del ristorante, non hanno attaccato dei luoghi simbolo, hanno attaccato la nostra vita quotidiana, vogliono farci vivere nel terrore mentre prendiamo un caffè al bar o andiamo a fare la spesa. Gli obiettivi non sono più luoghi simbolo, istituzionali o politici. Il terrore mira al cuore della vita quotidiana europea e occidentale. Una modalità che sconvolge perché mette in crisi il concetto stesso di libertà e convivenza civile fra uomini.

Da questo punto di vista certamente siamo in guerra. In guerra contro questo terrorismo, un nemico subdolo e mimetico, invisibile che ci spinge a diffidare di tutti coloro che hanno la pelle più scura della nostra, a guardare con sospetto un bagaglio abbandonato, a sussultare per una porta che sbatte. Che ci vuole rinchiudere nella trappola della paura e della diffidenza. 

Una trappola nella quale non dobbiamo cadere: non possiamo pensare che tutti gli islamici siano terroristi, ma non dobbiamo ignorare che oggi tutti i terroristici sono islamici. Criminalizzare le comunità islamiche sarebbe un errore grave e imperdonabile, utile solo per fare il gioco di chi vuole seminare odio e violenza. Al tempo stesso però chiediamo alle comunità islamiche gestì concreti, netti e unanimi di presa di distanza e di condanna del terrorismo, senza se e senza ma. Le manifestazioni di Roma e Milano sono state primo segnale,  anche se avremmo voluto vedere più gente in piazza e sentire una voce di condanna più forte e più coesa. La prima comunità che deve mostrare di avere gli anticorpi per combattere la deriva fondamentalista che fa da brodo di coltura del terrorismo è proprio la comunità islamica a cui chiediamo una reazione forte, responsabile, indubitabile.
Di fronte a quanto accaduto a Parigi e nel resto del mondo il sentimento di dolore e di sgomento suggerirebbe il silenzio. Ma noi abbiamo il dovere di parlare perché la forza della parola è più grande di quella della spada ed è questa forza che vincerà la violenza e il terrorismo. La forza delle parole che esprimono le nostre idee, i nostri valori, i nostri convincimenti più profondi. 

Dobbiamo però usare parole che contengano un accento di verità, non parole vuote o retoriche. Quanto suonerebbero stonate, dopo la giusta e doverosa condanna, le parole della retorica politica! Allora io credo che, anche in questi luoghi politici e istituzionali, dovremmo avere il coraggio e l'umiltà di guardare, di contemplare il dolore e la dignità di chi sta affrontando quotidianamente la tragedia del terrorismo. Di chi ha perso un famigliare. Una moglie. Una fidanzata. Di chi ha perso un figlio o una figlia. Dobbiamo immedesimarci nel loro dolore per capire! Dobbiamo ascoltare le loro parole e imparare da loro. Eccole: uso le parole di Antoine Leiris che ha perso la moglie nella strage del Bataclan.

"Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa.

Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio».

“Voi vorreste che io sacrificassi la mia libertà. Non avrete mai il mio odio”. Che posizione c’è più umana e più forte di questa? Che posizione invidiabile anche per noi, che ogni giorno siamo chiamati, con tutte le nostri differenze, inadeguatezze e limiti, a decidere con le leggi e i provvedimenti propri di quest’Aula, del bene dei nostri cittadini!

In questi frangenti spesso invece sembra prevalere da tutte le parti la ricerca di  una riflessione politica “più giusta di altre”. La ricerca di un colpevole, che pure esiste, per giustificare una scelta politica piuttosto che un’altra. La ricerca delle cause sociali, politiche e culturali che hanno permesso questa atrocità. Tutte analisi e considerazioni comprensibile e magari giuste.

Ci sono nelle analisi tante legittime differenze. Ma oggi abbiamo bisogno di  un segnale di unità. Infatti sono sufficienti queste analisi per sconfiggere ciò che è successo a Parigi? O ci occorre una forza più profonda, una ragione per la quale amare la vita più grande di come loro amano la morte? 

Ripensando ai terroristi Sébastien, un giovane scampato alla strage del Bataclan, alla domanda del giornalista su cosa avesse appreso di loro non riesce che a rispondere «non molto», ma che «certamente avevano bisogno di un ideale che il mondo occidentale nel quale vivevano, dal momento che erano francesi, non offriva loro. Hanno trovato un ideale mortifero, vendicativo, di odio, di terrore".

In tutto questo emerge prepotentemente una certa responsabilità dell’Occidente, del suo nichilismo e del suo relativismo. Abbiamo abbandonato troppo in fretta i nostri valori e le nostre radici storiche, culturali e religiose. È così siamo caduti nel nichilismo, nel nulla di significato e di positività che sperimentano i seguaci del terrore e che sperimentiamo molto spesso anche noi, che è lo stesso male di vivere, lo stesso vuoto di senso di tanti nostri giovani e meno giovani.

Il terribile male a cui assistiamo nella nostra epoca è chiamato a convertirsi in una strada positiva. I capi dei nostri Stati e governi, gli uomini delle Istituzioni ciascuno per le proprie responsabilità, hanno il dovere di fermare i terroristi, compiendo anche ciò che finora non è stato compiuto. Ma ciò forse non sarà sufficiente per evitarci altri momenti drammatici. Soprattutto non sarà sufficiente a vincere il male di cui si alimenta il terrore. A noi, tutti noi, spetta dunque il compito difficile ma insieme affascinante della ricerca delle ragioni della vita contro le ragioni della morte e dell’educazione affinché la morte non sia l’ultima parola.

Quanto accaduto ci interroga a un livello più profondo della reazione immediata di rabbia, sgomento, solidarietà e cordoglio. Tra poco l'ondata emotiva passerà e ritorneremo alla nostra quotidianità; certo un po' meno sicuri, un po' più convinti di poter essere anche noi un potenziale bersaglio innocente, ma non per questo  necessariamente più consapevoli di quanto sta accadendo. Saremo un po' più impauriti e ciò rappresenta già un cedimento, una vittoria della logica terrorista. Più voglia di vendetta è ciò che il terrorismo cerca da sempre: un'escalation di morte e violenza. 

I morti innocenti di Parigi interrogano più a fondo la nostra coscienza di europei.  Osama Bin Laden nel 2001 sfidava l'occidente sostenendo che lo avrebbe sconfitto perché "noi amiamo la morte più di quanto voi occidentali amiate la vita".

Proprio qui sta il punto: abbiamo ancora noi Europei del XXI sec. una ragione per vivere più grande del timore della morte? Possiamo testimoniare ancora con le nostre vite il fondamento  della nostra civiltà, che riconosce il valore sacro della vita e la dignità insopprimibile della persona non come atto di debolezza ma come forza costitutiva? O pensiamo che la nostra salvezza passi solo dalla nostra forza militare, economica, demografica? Per quanto durerà ancora questa forza?

Senza una ragione ideale per cui valga anche la pena di morire non è possibile vivere da uomini! Senza una idea di bene per cui è addirittura possibile abbracciare chi ti ha colpito, il terrorismo ha già vinto perché ha ottenuto ciò che voleva: diffondere il terrore e così innescare una spirale di odio e violenza. 

Ci vuole una frattura, una soluzione di continuità di questa spirale che solo può venire da un cuore forte e coraggioso come quello di Antoine Leiris. Così forte e così coraggioso da non aver bisogno di inneggiare alla guerra come unica soluzione perché capace di costruire la pace. Capace di amare la vita più di quanto loro amino la morte.

Permettetemi dunque di concludere con due citazioni. Il Presidente Mattarella il 21 Novembre scriveva al Foglio: “Quella contro il terrorismo fondamentalista – che rappresenta oggi e probabilmente negli anni a venire la più grave minaccia della pace nel mondo – sarà una lotta impegnativa e complessa che va condotta in ogni luogo e senza quartiere non solo con le necessarie azioni di forza e con il rafforzamento della sicurezza, a cui ogni cittadino ha diritto, ma anche con le armi della cultura, del dialogo, del diritto".

Come dice Habermas quest’oggi “la società civile deve guardarsi dal sacrificare sull’altare della sicurezza le virtù democratiche di una società aperta: la libertà degli individui, la tolleranza verso la diversità delle forme di vita, la disponibilità a immedesimarsi nelle prospettive altrui” 

E io aggiungo: dobbiamo fare questo non con ingenuità, ma con la consapevolezza delle nostre radici comuni e della nostra identità.

Se l'Europa saprà ritrovare le proprie radici, le radici della cultura greca, giudaica e cristiana, le radici di un amore alla vita più grande di quanto loro amino la morte, il terrorismo è già sconfitto, nel nostro cuore e nella storia.

 


Continua >

Archivio News marzo 2017
Archivio News marzo 2016
Archivio News novembre 2015
Archivio News giugno 2015
Archivio News marzo 2015
Archivio News febbraio 2015
Archivio News gennaio 2015
Archivio News dicembre 2014
Archivio News novembre 2014
Archivio News ottobre 2014
Archivio News settembre 2014
Archivio News luglio 2014
Archivio News giugno 2014
Archivio News aprile 2014
Archivio News marzo 2014
Archivio News febbraio 2014
Archivio News gennaio 2014
Archivio News dicembre 2013
Archivio News novembre 2013
Archivio News ottobre 2013
Archivio News settembre 2013
Archivio News agosto 2013
Archivio News luglio 2013
Archivio News giugno 2013
Archivio News maggio 2013
Archivio News aprile 2013
Archivio News marzo 2013
Archivio News febbraio 2013
Archivio News gennaio 2013
Archivio News ottobre 2012
Archivio News settembre 2012
Archivio News agosto 2012
Archivio News luglio 2012
Archivio News giugno 2012
Archivio News maggio 2012
Archivio News aprile 2012
Archivio News marzo 2012
Archivio News febbraio 2012
Archivio News gennaio 2012
Archivio News dicembre 2011
Archivio News novembre 2011
Archivio News ottobre 2011
Archivio News settembre 2011
Archivio News agosto 2011
Archivio News luglio 2011
Archivio News giugno 2011
Archivio News maggio 2011
Archivio News aprile 2011
Archivio News marzo 2011
Archivio News febbraio 2011
Archivio News gennaio 2011
Archivio News dicembre 2010
Archivio News novembre 2010
Archivio News ottobre 2010
Archivio News settembre 2010
Archivio News agosto 2010
Archivio News luglio 2010
Archivio News giugno 2010
Archivio News maggio 2010
Archivio News aprile 2010
Archivio News marzo 2010
Archivio News febbraio 2010
Archivio News gennaio 2010
Archivio News dicembre 2009
Archivio News novembre 2009
Archivio News ottobre 2009
Archivio News settembre 2009
Archivio News agosto 2009
Archivio News luglio 2009
Archivio News giugno 2009
Archivio News maggio 2009
Archivio News aprile 2009
Archivio News marzo 2009
Archivio News febbraio 2009
Archivio News gennaio 2009

  • Scrivimi

Credits